260 pazienti nel solo anno 2018: primo centro in Italia per presa in carico e assistenza. Fondazione Ometto dona 22mila euro per la ricerca.

Il glioblastoma è un tumore raro particolarmente aggressivo con incidenza di 6 casi ogni 100mila pazienti: su questa neoplasia cerebrale l’Istituto Oncologico Veneto – IRCCS rappresenta ormai un’eccellenza grazie a sperimentazioni, ricerche e ad un’attività di cura e di presa in carico del paziente che ha pochi eguali sul piano internazionale.

Per presentare le terapie avanzate attualmente disponibili presso lo IOV-IRCCS, l’Istituto ha promosso un workshop-conferenza stampa di presentazione e condivisione dello stato di avanzamento dei trattamenti terapeutici, cogliendo l’occasione per fare il punto su ciò che gli oncologi IOV hanno presentato nei giorni scorsi a Chicago durante il convegno ASCO 2019 (American Society of Clinical Oncology).

“Il posizionamento che il nostro Istituto ha raggiunto nell’ambito dei tumori cerebrali è ormai riconosciuto e consolidato”, sono state le parole introduttive di Giorgio Roberti (DG dello IOV-IRCCS), “Per noi è realmente importante continuare ad assumere in prima persona i bisogni di pazienti e famiglie in questo ambito, ben sapendo che si tratta di tumori rari, a conferma che per l’Istituto ogni persona ha una sua specificità, con bisogni chiari ed unici di salute e di qualità della vita”. Roberti ha poi ringraziato Valentina Ometto (presidente della Fondazione Ometto) che era presente al workshop per effettuare la simbolica donazione di 22mila euro, fondi che saranno utilizzati proprio per proseguire con la ricerca nell’ambito del glioblastoma.

Entrando nello specifico, Vittorina Zagonel (Direttore Oncologia 1, IOV) ha precisato che l’Istituto lavora sulle neoplasie cerebrali dal 2010, concentrando sempre di più la ricerca e la cura sulle attività ad alto contenuto di innovazione terapeutica, arrivando ad assistere nel solo 2018 ben 260 casi, “confermandosi così il primo centro italiano per presa in carico di pazienti, grazie ad un grande sforzo multidisciplinare ed interaziendale realizzato anche in collaborazione con Università ed Azienda Ospedaliera”. Al workshop sono intervenuti Stefano Indraccolo (Oncologo sperimentale, UOC immunologia e diagnostica molecolare, IOV) che ha puntualizzato il lavoro a favore dell’oncologia di precisione sviluppato negli ambiti della sperimentazione molecolare, e Giuseppe Lombardi (specialista neoplasie cerebrali, Oncologia 1, IOV) che ha illustrato i due studi da lui presentati alla platea di Asco 2019.

Il primo studio, “Pembrolizumab in recurrent high-grade glioma patients with mismatch repair deficiency: An observational study”, è stata un’inedita analisi mondiale di efficacia dell’immunoterapia in pazienti con tumori gliali di alto grado con deficit del mismatch repair. “Attraverso la nostra analisi prospettica”, ha sottolineato Lombardi, “abbiamo evidenziato che esiste un sottogruppo di pazienti che potrebbero beneficiare di questo trattamento avendo riportato una prolungata risposta alla terapia immunoterapica”. Il secondo studio presentato ad Asco 2019, “Health-related quality of life evaluation in the REGOMA trial: A randomized, phase II clinical trial analyzing regorafenib activity in relapsed glioblastoma patients”, ha presentato i dati della qualità di vita in pazienti arruolati nel protocollo REGOMA, trial ideato e condotto dallo IOV che ha mostrato come un farmaco (regorafenib) possa aumentare la sopravvivenza in pazienti con recidiva di glioblastoma rispetto al trattamento standard senza peggiorare la qualità di vita né durante il trattamento e nemmeno rispetto al trattamento standard. In Italia la terapia nel glioblastoma con regorafenib, farmaco già in uso per altri tumori, può essere impiegata solo off-label, ovvero ‘fuori indicazione’, ma – osserva Lombardi – “Abbiamo fatto richiesta all’Agenzia italiana del farmaco Aifa di un’autorizzazione urgente all’impiego proprio sulla base dei dati, che provano l’aumento di sopravvivenza dei pazienti trattati con la nuova molecola”.