Si terrà all’Istituto Oncologico Veneto, IRCCS, punto di riferimento tra i centri italiani per il trattamento del tumore all’esofago, il meeting internazionale “Qualità di vita nel tumore all’esofago”, promosso dall’Unità di Chirurgia dell’esofago e delle vie digestive dello IOV, in collaborazione con la Fondazione G.B. Morgagni di Padova, per fare il punto sulla ricerca a livello nazionale e internazionale.

Il meeting ha l’obiettivo di offrire una panoramica internazionale, presentare i risultati ottenuti finora e individuare le linee guida sulla ricerca futura in tema di “qualità di vita” dopo trattamento della neoplasia esofagea. Vi parteciperanno alcuni tra i più qualificati centri europei nella ricerca sulle malattie oncologiche dell’esofago: il Karolinska University Hospital di Stoccolma, l’Imperial College di Londra, l’Erasmus Medical Center di Rotterdam e l’AMC (Amsterdam Medical Center). Un ristretto gruppo di ricercatori, guidato dai chirurghi dello IOV, si confronterà su un progetto internazionale di ricerca che ha l’obiettivo di sviluppare nuovi strumenti di valutazione della qualità della vita concepiti specificamente per le persone con diagnosi di neoplasia esofagea.

Tra gli ospiti, i ricercatori: Pernilla Lagergren, Sheraz Markar, Fredrik Klevebro, Sjoerd Lagarde, Mark I. van Berge Henegouwen e Suzanne Sarah Gisbert, Francesco De Lorenzo e Pier Paolo Betteto.

Porteranno il loro contributo anche l’European Cancer Patient Coalition e F.A.V.O. Onlus, in rappresentanza delle organizzazioni dei pazienti. “La stretta collaborazione tra pazienti e operatori sanitari è presupposto fondamentale nella valutazione della “qualità di vita” e nell’indirizzare le conseguenti terapie – spiega il dott. Carlo Castoro, responsabile dell’U.O.C. Chirurgia dell’esofago e delle vie digestive dello IOV  – Per questo, rappresentanti di associazioni nazionali e internazionali di pazienti sono chiamati a portare il proprio prezioso contributo”

RICERCA E QUALITÀ DELLA VITA

“Apportare nuove conoscenze e sostenere la ricerca sul tumore all’esofago significa concorrere alla cura di una patologia molto aggressiva e difficile da combattere, è al 6° posto al mondo per indice di mortalità e all’8° posto come tumore più comune. –  chiarisce il dott. Carlo Castoro – Negli ultimi anni, tuttavia, la ricerca sulle nuove terapie oncologiche associate a chemio e radioterapia e sulle nuove tecniche chirurgiche, ha permesso di migliorare di molto i risultati in termini di sopravvivenza: attualmente circa la metà dei pazienti operati supera i 5 anni dalla guarigione, senza recidiva della malattia.”

Il trattamento chirurgico rimane però molto complesso e comporta un significativo cambiamento delle abitudini alimentari e di vita. Infatti, le terapie oncologiche sono gravate da effetti collaterali che possono compromettere la qualità di vita dei pazienti, anche una volta guariti.

Risulta perciò importante promuovere la cultura che veda nella valutazione della qualità della vita, parte fondamentale della cura e sviluppare le metodologie e gli strumenti più adatti a valutarla. In quest’ottica, i questionari strutturati e colloqui tra specialisti e pazienti, servono a esaminare non solo i sintomi e le conseguenze delle cure e della malattia, ma anche l’impatto sulla vita sociale, sul lavoro e sulla famiglia.

Ecco perché i pazienti potranno contribuire a individuare le priorità della ricerca in questo campo, lasciando così spazio ad un concetto all’avanguardia che attribuisce al paziente un ruolo attivo nel percorso terapeutico.

L’unità operativa di Chirurgia dell’Esofago e delle Vie Digestive dello IOV è stata riconosciuta dalla Regione Veneto come Centro Specializzato Regionale per la Chirurgia Oncologica dell’Esofago, punto di riferimento per i pazienti dell’intero territorio nazionale.