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Se non desideri effettuare lo screening, ti basteranno pochi secondi per cancellare l’appuntamento e liberare il posto per un’altra donna. Ci aiuterai a non sprecare risorse e a facilitare la più larga partecipazione a questo importante intervento di prevenzione oncologica a garanzia della salute della donna.

Finalmente uno screening personalizzato e gratuito per le giovani donne!

Sei una delle donne che hanno ricevuto dall’Istituto Oncologico Veneto una lettera con l’invito a sottoporsi a uno screening mammografico personalizzato nell’ambito di RIBBS, un progetto sperimentale unico nel suo genere? Di seguito trovi tutte le informazioni necessarie per usufruire di questa opportunità.

Perché sei stata chiamata?

  • Perché la prevenzione per il tumore al seno inizia a 45 anni.

Il tumore al seno è il cancro più comune e la seconda causa di morte per cancro tra le donne nei paesi occidentali. La prognosi dipende dalla biologia del tumore e dalle dimensioni dello stesso al momento della diagnosi. Per questo è importante la prevenzione. Gli screening mammografici hanno ottenuto una riduzione del 20% della mortalità specifica per cancro al seno nelle donne di età compresa tra i 50-74 anni grazie all’esecuzione della mammografia in due proiezioni ogni due anni. Dati di letteratura consolidati consigliano di abbassare l’età delle donne ai 45 anni.

Che cosa ti proponiamo?

  • Un nuovo metodo di screening basato sul rischio individuale.

Nei programmi di screening consolidati tutte le donne eseguono lo stesso test. Ma le donne non sono tutte uguali: ogni donna ha un rischio diverso di sviluppare il tumore che dipende non solo dall’età ma anche dalla familiarità, dalla densità del seno, dagli stili di vita e anche da fattori genetici. Per questo abbiamo pensato, in linea con quanto suggerito dalla letteratura scientifica, di utilizzare strumenti innovativi per migliorare lo screening mammografico nelle giovani donne.

Che cosa prevede il nuovo metodo di screening?

  • Il nuovo metodo di screening prevede l’esecuzione gratuita di un triplice test e la presa in carico, secondo protocolli personalizzati, fino all’ingresso nello screening consolidato ai 50 anni. 

Il test prevede:

  1. Mammografia con tomosintesi: la tomosintesi si è rilevata una metodica più sensibile e specifica rispetto alla mammografia standard. L’utilizzo dell’immagine sintetica permette di non aggravare il carico di radiazioni.
  2. Calcolo della densità con software dedicato: la densità mammaria, elevata nelle giovani donne, è un fattore sia mascherante (riduce la sensibilità della mammografia standard) sia di rischio. La sua valutazione permette di capire se alla donna serva l’aggiunta dell’ecografia mammaria per rendere l’esame più esaustivo.
  3. Valutazione della familiarità: viene fatta attraverso un modulo da compilare e permette di capire se alla donna serva eseguire l’esame mammografico, con o senza ecografia, annualmente oppure ogni due anni.

Perché aderire?

  • Perché contribuirai a migliore lo screening per il tumore al seno: per te e per tutte le altre donne in futuro.

Ricapitolando:

La tomosintesi

La tomosintesi è una mammografia avanzata. Grazie a una ricostruzione pseudo-tridimensionale della mammella, è in grado di superare i limiti della mammografia tradizionale (2D) legati alla sovrapposizione strutturale, limiti che possono tradursi nel mancato riconoscimento di lesioni mammarie o nell’identificazione di immagini dubbie che poi risultano non essere reali lesioni (falsi positivi). Tale ricostruzione pseudo-tridimensionale è resa possibile dal movimento angolare del tubo radiogeno che consente di acquisire multiple proiezioni a bassa dose e ricostruire così, attraverso un algoritmo dedicato, una serie di piani tomografici campionati a distanza tipica di 1 mm.

La maggior parte degli studi clinici pubblicati ha dimostrato i benefici della tomosintesi in aggiunta alla mammografia 2D anziché in alternativa. A supporto di questi studi i costruttori di tali apparecchi hanno predisposto una modalità di esposizione, detta “combo”, che prevede l’acquisizione, con un’unica compressione della mammella, sia della mammografia 2D sia della tomosintesi. Oggi sono disponili immagini mammografiche 2D sintetiche, ricostruite, attraverso software dedicati, a partire dalle immagini di tomosintesi. La tomosintesi determina, rispetto all’acquisizione della sola mammografia 2D, un aumento della dose dose ghiandolare media di radiazioni che rimane comunque sotto i limiti raccomandati.

Che evidenze ci sono in letteratura?

Studi prospettici e retrospettivi, condotti nel contesto di programmi di screening organizzato di popolazione, hanno dimostrato che la tomosintesi, utilizzata in associazione alla mammografia 2D, consente di ottenere una performance diagnostica superiore a quella della sola mammografia 2D. Dai diversi studi si evince complessivamente che la tomosintesi determina un aumento dell’identificazione dei tumori compreso tra 0,5 e 2,7 ogni 1.000 donne esaminate e una contemporanea riduzione del tasso di richiami per falsi positivi tra 0,8 e 3,6.

Tra gli studi prospettici troviamo anche lo studio STORM, nato dalla collaborazione tra i centri di screening di Verona e Trento con un team australiano, che ha valutato le performance della tomografia associata alla mammografia 2D rispetto alla sola mammografia 2D su donne asintomatiche, trovando con la prima modalità il 53% in più di cancri rispetto alla seconda (detection rate passata da 5,3 a 8,1 per mille) e ottenendo un -17% di richiami falsi positivi.

Uno studio pilota, ormai in fase conclusiva, condotto a Verona, ha l’obiettivo di contribuire alla validazione dell’utilizzo della tomosintesi associato alla mammografia sintetica come test di screening. I primi risultati sono stati già pubblicati sulla rivista Radiology e confermano un aumento della detection rate del 9,4 per mille e un calo dei falsi positivi del 4% Si trattava prevalentemente di piccoli tumori invasivi.Tuttavia, nel contesto di programmi di screening – che, per definizione, valutano soggetti asintomatici – è necessario fornire ulteriori evidenze.

Può essere usata nei percorsi di sorveglianza della popolazione?

La tomosintesi rientra in ulteriori strategie volte a ottimizzare lo screening mammografico, creando per esempio percorsi personalizzati. In quest’ottica la Regione Veneto ha approvato il progetto di screening giovani donne 45enni condotto presso l’Istituto Oncologico Veneto. A queste donne viene assegnato un “patentino di rischio”, basato su diversi fattori individuali-familiari e sulla densità della mammella. In base al rischio le donne verranno richiamate con frequenza annuale oppure biennale e, in base alla densità della mammella, saranno sottoposte solo alla tomosintesi o alla tomosintesi associata all’ecografia.

Immagine 2D: non si vede la lesione
Immagine tomo: la lesione si vede