La forma ereditaria (o familiare) di melanoma cutaneo è caratterizzata dalla presenza di uno o più dei seguenti criteri:

  • presenza in un membro affetto della famiglia di una mutazione germinale in un gene associato al melanoma;
  • due o più parenti con melanoma appartenenti allo stesso ramo parentale;
  • due o più diagnosi di melanoma nella stessa persona (melanoma multiplo);
  • parenti di primo o secondo grado con neoplasie correlate (tumore del pancreas).

Come si eredita la suscettibilità

Diversi geni, se alterati, possono predisporre alla malattia. Alcuni geni considerati ad alta penetranza, cioè associati a una maggiore probabilità di manifestare la malattia, costituiscono di per sé un fattore di rischio quando presentano una mutazione; altri geni, invece, possono determinare in minor modo il rischio di melanoma agendo su altri fattori di rischio, ad esempio sul tipo di pelle. Infatti il numero elevato di nei, il colore chiaro della pelle e l’elevata sensibilità alle radiazioni solari sono determinati da distinti elementi genetici ereditabili.

Ogni individuo portatore di mutazione ha una probabilità del 50% di trasmettere l’alterazione a ciascun figlio. La mutazione non è associata a un rischio assoluto di sviluppare il melanoma ma a un rischio relativo, cioè superiore a quello delle persone che non presentano la mutazione. Per la popolazione italiana è stato stimato che gli individui portatori di mutazione in un gene ad alta penetranza per il melanoma cutaneo hanno un 60-65% di probabilità di ammalarsi di melanoma, il che corrisponde a un rischio di circa 50 volte superiore rispetto alla popolazione generale. Altri fattori di rischio, come il tipo di pelle e/o forti esposizioni solari, possono ulteriormente modificare il rischio di ammalarsi anche nei portatori di mutazione predisponente.

Il test genetico

Il test genetico per la ricerca di mutazioni del gene CDKN2A (il gene che più frequentemente risulta mutato nella forma familiare del melanoma) viene offerto al paziente all’interno di un percorso di consulenza oncogenetica durante il quale si valuta, sulla base della storia personale e familiare, se sussistano i criteri per ipotizzare la presenza di una predisposizione genetica alla malattia. Dopo aver valutato i dati anamnestici del paziente, esaminato la pelle con visita specialistica e raccolto le informazioni sulla sua storia familiare mediante stesura dell’albero genealogico, si esegue il test genetico utilizzando un prelievo di sangue venoso, previo consenso informato scritto. Il test viene svolto a partire dal paziente con melanoma e solo nel caso sia identificata la mutazione predisponente può essere esteso agli altri membri sani, maggiorenni, della famiglia, per verificare se anch’essi abbiano ereditato quella specifica mutazione e siano da considerarsi a rischio per il melanoma.

Gestione dei soggetti a rischio clinico

Sono sempre da considerarsi soggetti a rischio per il melanoma tutti i parenti di I° e II° grado di pazienti con melanoma e appartenenti a famiglie con più casi affetti. Indipendentemente dall’esito del test genetico, una storia familiare positiva per melanoma raddoppia il rischio di ammalarsi. Questo rischio aumenta ulteriormente nei portatori di mutazione.
Si distinguono:

  • soggetti portatori di mutazione predisponente;
  • soggetti non portatori di mutazione ma appartenenti a famiglie informative (positive per mutazione) per il test genetico;
  • soggetti appartenenti a famiglie non informative per il test genetico (cioè in cui non è stata identificata alcuna mutazione).

Per gli individui portatori di mutazione il rischio di ammalarsi è, come detto, più elevato di quello della popolazione generale. Per questi individui sono, quindi, implementate strategie specifiche di prevenzione personalizzate che prevedono:

  • visita dermatologica ogni 4-6 mesi a seconda delle altre caratteristiche fenotipiche individuali;
  • di evitare forti esposizioni solari;
  • l’autoesame della pelle secondo le regole dell’ABCDE (osservando i cambiamenti dei nei sulla base dell’asimmetria, dei bordi, del colore, delle dimensioni e dell’evoluzione).

Per i soggetti non portatori di mutazione, appartenenti però a una famiglia in cui sia stata identificata una mutazione predisponente, e per i soggetti appartenenti alle famiglie non informative al test genetico, è stato riportato comunque un raddoppio del rischio di ammalarsi rispetto alla popolazione generale. Entrambe queste categorie di individui vengono inserite in specifici protocolli di sorveglianza, decisi dal dermatologo in base alle caratteristiche individuali e familiari e sentiti il genetista e le altre figure professionali dell’equipe dedicata.

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