Con carcinosi peritoneale generalmente s’intende la diffusione del tumore dall’organo di origine al peritoneo, la membrana sierosa che riveste internamente la cavità addominale.

La carcinosi peritoneale può rappresentare anche l’evoluzione di alcuni rari tumori primitivi che originano dal peritoneo. È il caso del mesotelioma, la cui incidenza annuale si attesta sui 2 casi per milione di abitanti e risulta in costante aumento a causa dell’esposizione all’amianto negli anni precedenti.
Più frequentemente, la carcinosi peritoneale origina da tumori dell’appendice (pseudo mixoma peritoneale), dal carcinoma colo-rettale e ovarico, o di altro tipo.

Sintomi

La carcinosi peritoneale si presenta con sintomi alquanto subdoli e vaghi. I più frequenti sono la perdita di peso, il dolore addominale e l’anoressia, associati o meno a un progressivo aumento della circonferenza addominale (dovuto alla stessa crescita tumorale o alla presenza di liquido “ascitico” reattivo). L’evoluzione della carcinosi è sempre legata alla comparsa di uno stato occlusivo che incide in modo considerevole sulla qualità di vita e sulla sopravvivenza dei pazienti affetti.

Diagnosi

La carcinosi peritoneale può essere la manifestazione iniziale di un tumore addominale oppure essere notata durante le visite di controllo periodiche di pazienti già trattati.
La diagnostica migliore nella valutazione della carcinosi peritoneale è rappresentata dalla tomografia assiale computerizzata (TAC). Essa permette una buona definizione del numero e delle dimensioni dei noduli peritoneali presenti e valuta le caratteristiche di eventuali metastasi nel fegato e nei polmoni. I risultati della TAC vengono spesso approfonditi con l’esecuzione di una tomografia a emissione di positroni (PET).

Un altro esame diagnostico rilevante è la laparoscopia, cioè l’esplorazione con una videocamera della cavità addominale. L’esecuzione di questo esame richiede l’anestesia generale; va quindi riservato ai casi in cui TAC e PET non abbiano sciolto tutti i dubbi, oppure ai casi in cui sia necessario prelevare un nodulo peritoneale per sottoporlo a esame istologico.

Cura

In casi selezionati il trattamento per la carcinosi peritoneale sfrutta la sinergia fra chirurgia, calore e chemioterapia. Questa tecnica prevede innanzi tutto di asportare nel modo più radicale possibile tutti i noduli peritoneali visibili (chirurgia citoriduttiva) attraverso l’utilizzo di particolari elettrobisturi ad alto voltaggio. In alcuni casi, per carcinosi che coinvolgano in modo massivo un determinato distretto addominale, è necessario eseguire anche delle resezioni intestinali e di alcuni organi addominali (milza, fegato, utero, ovaie).

Al termine dell’intervento chirurgico, rimanendo in sala operatoria, viene applicata la chemioterapia intraperitoneale per eliminare eventuali residui microscopici e “lavare” la cavità addominale. Questa particolare chemioterapia, detta chemioterapia intraperitoneale ipertermica, utilizza farmaci che vengono assorbiti in minima parte dall’organismo e possono dunque essere impiegati con dosaggi decisamente elevati, evitandone gli effetti collaterali. La chemioterapia intraperitoneale è effettuata in condizioni di ipertermia (portando, cioè, la temperatura del corpo al di sopra dei limiti normali) poiché è stato dimostrato che il calore potenzia l’effetto dei farmaci e presenta esso stesso un effetto tumoricida diretto.

Terminato l’intervento, il paziente è generalmente trattenuto per 24 ore in terapia intensiva, per un migliore monitoraggio dei parametri vitali. Il tempo di degenza post-operatorio può variare dai 10 ai 30 giorni a seconda dell’importanza della procedura eseguita e del tipo di paziente.

Come per tutte le procedure di una certa complessità, che impiegano apparecchiature speciali, è stato ampiamente dimostrato che il trattamento combinato di chirurgia e chemioipertermia dà i migliori risultati nei centri oncologici con maggiore esperienza. Lo IOV offre questo trattamento dopo l’attenta valutazione di ogni singolo caso da parte di un gruppo multidisciplinare del quale fanno parte chirurghi, oncologi, patologi, radiologi e medici nucleari specializzati.

Le patologie che attualmente vengono prese in considerazione per il trattamento sono le seguenti:

  • mesotelioma peritoneale
  • pseudomyxoma peritoneale
  • carcinosi di origine colo rettale
  • carcinosi di origine ovarica