Si è tenuta allo IOV la due giorni nazionale promossa dal Ministero della Salute per ricercatori di ambito biomedico. Roberti (DG IOV): “Un’occasione utile per il rafforzamento della rete dell’innovazione tra gli Istituti d’eccellenza”.

Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), rete di cui fa parte anche l’Istituto Oncologico Veneto fa parte, sono 51 centri italiani che svolgono un ruolo d’eccellenza nel sistema sanitario, coprendo le più varie aree terapeutiche (dall’oncologia alle cure specifiche per l’infanzia, dalla dermatologia alle neuroscienze). Sono Istituti presso i quali operano centinaia di ricercatori, sviluppando ricerca e sperimentazione d’avanguardia, mettendo a punto progetti che diventano cure, generando brevetti che pongono il sistema scientifico italiano in una posizione di sempre maggior rilievo internazionale.

Ma quali sono le opportunità che i meccanismi di “trasferimento tecnologico” offrono oggi agli IRCCS ed ai loro ricercatori? Quali criticità occorre oggi conoscere ed affrontare per assicurare tutela ai risultati della ricerca in ambito biomedico? Per approfondire questi temi circa un centinaio di ricercatori da tutti gli IRCCS si sono riuniti presso lo IOV per la “Technology Transfer School-TT School” (Aula Magna, Istituto Oncologico Veneto, 10-11 Giugno 2019, Padova) evento di formazione ed aggiornamento promosso dal Ministero della Salute che da alcuni anni vede riunirsi i team della ricerca biomedica d’eccellenza per dialogare su aspetti organizzativi, legali, di network. Giovanni Leonardi (Direttore Generale Ricerca e Innovazione, Ministero della Salute), ha aperto il corso ricordando che “il nostro Paese è in vetta alle classifiche internazionali per quantità e qualità di ricerca scientifica, ma è ancora carente sul piano del trasferimento tecnologico, cioè di quella capacità di trasformare in brevetti il risultato della ricerca stessa. Per questo abbiamo avviato tre anni fa questa scuola che ha l’obiettivo di offrire ai ricercatori alcuni importanti strumenti in grado di proteggere il loro lavoro e al tempo stesso di meglio posizionare il nostro Paese sullo scenario internazionale dell’innovazione”.

“Il programma di questa due giorni di lavoro va oltre il concetto di Trasferimento Tecnologico così come l’abbiamo inteso fino ad oggi”, puntualizza Marta Lucchetta, avvocato dell’Ufficio Brevetti e Trasferimento Tecnologico dello IOV e responsabile scientifico dell’evento, “per mirare, ambiziosamente, alla valorizzazione di ogni aspetto della Proprietà Intellettuale. Gli IRCCS sono detentori di un capitale intellettuale inestimabile ed è nostro compito, e nostro dovere, promuoverlo al meglio fornendo ai nostri ricercatori tutti gli strumenti perché ciò avvenga e perchè si tramuti nelle migliori cure per i pazienti”.

“Siamo stati orgogliosi di ospitare presso lo IOV questo prestigioso workshop del Ministero della Salute”, è il commento con cui Giorgio Roberti, Direttore Generale dello IOV-IRCCS illustra la rilevanza dell’appuntamento, “Ritengo che in questa due giorni possa essere di grande importanza la capacità di interconnettere i diversi attori della ricerca e dell’innovazione. Gli IRCCS, l’università, le istituzioni, le aziende, sono i soggetti che interpretano al meglio la vocazione dinamica del nostro Paese di fronte alle sfide dell’innovazione: il nostro auspicio è che questo appuntamento nazionale possa contribuire allo sviluppo di una reale rete della ricerca, che è l’elemento di cui oggi si sente bisogno quando si cerca di riflettere sulla necessità che l’Italia sia sempre più competitiva sullo scenario internazionale nel settore trainante delle scienze della vita”.

Nell’agenda del workshop – che è stata aperta dagli interventi istituzionali di Giovanni Leonardi e Francesco Morgia (Direttore Affari Generali, Ministero dello Sviluppo Economico) – sono state affrontate le opportunità offerte dal trasferimento tecnologico in ambito biomedico (con la relazione di Laura Spinardi, IRCCS Ca’ Granda, Milano), i requisiti di brevettabilità dei risultati della ricerca (Alessandra Turi, IRCCS Istituto Nazionale Tumori, Milano), gli strumenti operativi a tutela della proprietà intellettuale (Maria Luigia Mazzone, IRCCS Fondazione G. Pascale, Napoli), la valorizzazione dei risultati e delle idee nei progetti di ricerca (Marzia Fumagalli, IRCCS Istituto Europeo di Oncologia, Milano). Tra i momenti più importanti della TT School anche lo spazio specifico dedicato al “passaggio dalla teoria alla pratica, tra errori da evitare e casi di successo”, in cui ricercatori IOV, IRST di Forlì, Ospedale Bambin Gesù di Roma e Ca’ Granda hanno raccontato la loro esperienza in tema di brevettazione e trasferimento tecnologico.

“L’obiettivo di condividere le esperienze concrete è parte integrante di questo evento”, è la sottolineatura di Giuseppe Opocher, Direttore Scientifico dello IOV, “Siamo convinti che il sistema della ricerca svolta negli IRCCS sia una piattaforma ricchissima per il sistema-Paese. Nello specifico l’esperienza sviluppata presso lo IOV ci assicura di poter interpretare un ruolo guida per tutti gli istituti proprio all’interno delle problematiche legate alla proprietà intellettuale”.

La due giorni degli IRCCS a Padova è terminata con una sessione dedicata alle Car-T Cell, attualmente la più avanzata frontiera della ricerca in onco-ematologia, con una relazione dedicata alla sfida della proprietà intellettuale nelle nuove tecnologie anti-tumorali (Prof. Fabio Ciceri – IRCCS Ospedale San Raffaele, Milano) ambito nel quale lo IOV-IRCCS ha un posizionamento particolarmente importante: l’Istituto è infatti inserito nel nuovo progetto ministeriale specifico, come team leader nell’ambito delle tematiche brevettuali.