Il 25 e 26 febbraio all’auditorium San Gaetano il Padova Melanoma International – Focus on Standardization, Innovation, Sustainability

L’incidenza del melanoma cutaneo sta aumentando in tutto il mondo, specialmente nei paesi occidentali, assumendo una crescente rilevanza clinica e impatto sociale. Nel nostro Paese (dati AIRTUM) nel 2018 erano attesi circa 13.700 nuovi casi di melanoma della cute, 7200 tra gli uomini e 6500 tra le donne, cifre che indicano come queste neoplasie rappresentino il 4% di tutti i tumori in entrambi i sessi. Percentuali importanti, se si riflette anche sul fatto che il trend di incidenza appare in aumento, sia negli uomini (+3,4% per anno) che nelle donne (+2,0 per anno).

Trend di incidenza in aumento, speranze offerte dalle nuove terapie immunologiche, ricerche e sperimentazioni sempre più personalizzate: per fare il punto sull’insieme di queste tematiche è in corso di svolgimento il “Padova Melanoma International”, una due giorni che permette di fare un attento focus a livello mondiale sulle varie problematiche di questa neoplasia e sulle soluzioni terapeutiche oggi disponibili. Il convegno si svolge presso l’Auditorium San Gaetano di Padova: presieduto da Carlo Riccardo Rossi (Direttore della Chirurgia oncologica, IOV-IRCCS) e da Vanna Chiaron Sileni (Responsabile S.O. Melanoma e Esofago, IOV-IRCCS), il simposio vede la presenza di specialisti provenienti da tutto il mondo, tra cui spicca la presenza di Jeffrey Gershenwald dell’Università del Texas e dell’Anderson Cancer Center di Houston (Texas, USA).

“A Padova è stato raggiunto in questi anni un livello di eccellenza sulla cura del melanoma”, sottolinea il prof. Rossi, “Si tratta di un riconosciuto livello di competenza per cui le collaborazioni qui sviluppate e le sperimentazioni in atto coinvolgono i massimi centri mondiali di cura e ricerca. Per questo fare il punto sugli aspetti che riguardano la standardizzazione della cura, l’innovazione e la sostenibilità proprio in questa città ci pare un’ottima occasione ed un adeguato palcoscenico per tutti gli specialisti e per chi si interroga sullo sviluppo futuro della gestione clinica ed assistenziale di questa neoplasia”.

Uno dei temi nodali del simposio è la standardizzazione dei percorsi clinici, prerequisito per un approccio terapeutico efficace. Tuttavia, la gestione del melanoma è eterogenea nel contesto clinico, infatti solo alcune procedure diagnostiche e/o terapeutiche sono basate sull’evidenza (come ad esempio i margini di escissione o il completamento della dissezione linfonodale), mentre altri aspetti necessitano ancora di consenso (come l’estensione della dissezione linfonodale, il tipo di stadiazione e il trattamento adiuvante, la pianificazione del follow-up). “Su questi temi il convegno di Padova si concentra in modo specifico”, è la precisazione di Carlo Riccardo Rossi: “Parliamo di standardizzazione per concentrare l’attenzione sugli aspetti più deboli del percorso terapeutico, cioè quelli meno basati sulle evidenze e che pertanto comportano dei dubbi nel momento in cui si applicano le procedure: fare il punto su questo argomento ha enorme rilevanza, utile proprio ai fini di migliorare la pratica clinica supportandola con esperienze d’eccellenza proprio laddove è essenziale che non si lasci l’intervento clinico al caso”.

Altro tema in agenda della “due giorni” è quello dell’innovazione: le scoperte tecnologiche e mediche stanno rapidamente cambiando il panorama di gestione del cancro, compreso proprio il melanoma, che sta trainando tutto il settore dell’immuno-oncologia. Nuovi strumenti diagnostici, innovativi sistemi di classificazione delle patologie e nuove armi terapeutiche, nuovi farmaci e loro combinazione, l’integrazione di trattamenti locoregionali e sistemici stanno emergendo e migliorando i risultati clinici. “La letteratura produce ogni anno centinaia di lavori sul melanoma”, dichiara Carlo Riccardo Rossi, ”ed è difficile identificare e scegliere i temi realmente utili per la nostra pratica, che possano cioè diventare asset quotidiani per la pratica clinica. Nel nostro appuntamento facciamo quindi il punto su una serie di comunicazioni scientifiche, ricerche, sperimentazioni e pubblicazioni che posseggono qualità e risultati sufficienti per entrare nella cultura clinica quotidiana di chi si occupa di melanoma.”

Da ultimo: cosa fa la differenza oggi, per una persona a cui viene diagnosticato un melanoma? “Importante per un paziente ormai è affidarsi ad un gruppo d’eccellenza più che ad uno specialista singolo”, conclude Carlo Riccardo Rossi, “Il paziente è oggi garantito molto più dall’esistenza di una Rete Oncologica ben strutturata, come ad esempio quella del Veneto, e dall’operatività di un team multidisciplinare di alto livello. Presso lo IOV-IRCCS, ad esempio, la valutazione che viene fatta dal team a proposito del caso singolo segue gli standard internazionali, applicando cioè un approccio che è condiviso ai massimi livelli di esperienza, proprio perché questo gruppo di lavoro è abituato a lavorare con caratteristiche condivise con i più importanti centri mondiali di cura del melanoma”.

Nella foto, Jeffrey Gershenwald, Vanna Chiarion Sileni e Carlo Riccardo Rossi