L’Istituto Oncologico Veneto, nell’esercizio della propria attività, si attiene ai principi e valori di riferimento definiti dalla sua legge istitutiva (Legge regionale 22 dicembre 2005, n. 26) e ai principi fondamentali sull’erogazione dei servizi pubblici definiti dal D.P.C.M. 27 gennaio 1994, con particolare riguardo a:

Eguaglianza dei diritti degli utenti

Ogni utente dell’Istituto ha il diritto di ricevere l’assistenza e le cure mediche più appropriate, senza discriminazione di età, sesso, razza, nazionalità, lingua, religione, opinioni politiche e condizione sociale.

Imparzialità

I comportamenti degli operatori verso gli utenti devono essere ispirati a criteri di obiettività, giustizia e imparzialità.

Continuità della presa in carico

L’Istituto garantisce la presa in carico e la continuità delle cure a tutti i malati. L’Istituto, attraverso accordi con le Aziende ULSS territoriali, promuove la definizione di percorsi condivisi, atti a garantire una continuità della presa in carico dei pazienti, anche nelle fasi avanzate o terminali della malattia.

Diritto di scelta degli utenti e loro partecipazione

Ove sia consentito dalle normative vigenti, l’utente ha il diritto di scegliere il soggetto o la struttura sanitaria che ritiene possa meglio rispondere alle proprie esigenze.

Partecipazione

All’utente deve essere garantita la partecipazione alla prestazione del servizio attraverso:

Efficienza ed efficacia delle prestazioni erogate

Ogni operatore lavora per il raggiungimento dell’obiettivo primario che è la promozione della salute del malato, in modo da produrre, con le conoscenze tecnico-scientifiche più aggiornate, le migliori condizioni di benessere possibili.

Ricerca scientifica

La ricerca è condotta secondo criteri di efficienza e trasparenza nell’uso delle risorse destinate all’attività scientifica anche da privati.

Tutte le sperimentazioni cliniche, siano esse promosse dall’industria farmaceutica o da organismi no profit, sono condotte secondo rigorosi standard etici, normativi e di qualità in accordo con la normativa sulle sperimentazioni cliniche, con i dettami di buona pratica clinica (GCP) e con i principi etici indicati nella Dichiarazione di Helsinki (1964) nonché con quanto stabilito dalla Convenzione di Oviedo (1997) per la salvaguardia dei diritti e della dignità dell’uomo in rapporto alle applicazioni della biologia e della medicina.