Nella giornata odierna (martedì 4 giugno) la TRIBUNA DI TREVISO ha dedicato alle attività dell’Istituto Oncologico Veneto presso la sede di Castelfranco, un ampio servizio giornalistico che comprende un’intervista al Direttore Generale, Giorgio Roberti, un quadro dei reparti e servizi già attivi e in via di avviamento, e il punto della situazione sui bunker di Radioterapia che sono previsti per supportare l’attività dell’Istituto.

L’articolo nel suo complesso ricorda che “L’Istituto ha già preso posto all’interno del San Giacomo, il primo passo lo scorso dicembre, con l’attivazione di 9 unità di degenza: ex novo sono state inaugurate la Chirurgia oncologica dell’esofago e delle vie digestive diretta dal dottor Pierluigi Pilati che oggi funziona a pieno ritmo con 20 posti letto, l’Endocrinochirurgia e la direzione medica. Sono state invece trasferite dall’Ulss 2 allo IOV 6 specialità: Urologia Oncologica, Gastroenterologia, Terapia Intensiva, Medicina Nucleare, Anatomia Patologica e Anestesia e Rianimazione. Il prossimo step sarà tra poche settimane, agli inizi di luglio, quando l’azienda sanitaria trevigiana cederà allo IOV altre 3 unità operative: Chirurgia Senologica, Oncologia e Oncoematologia, con la promessa di mantenere la forte tradizione castellana nella cura delle malattie non oncologiche del sangue. In fase di definizione con l’Ulss della Marca l’organizzazione di spazi e servizi per allestire le altre 6 unità”.

Sulla Radioterapia, in particolare, l’articolo riporta che “La lotta contro il tumore non può prescindere da una Radioterapia di ultima generazione. Il reparto che Castelfranco attendeva da decenni diventa realtà grazie allo IOV, l’Istituto Oncologico Veneto, che ha preso servizio al San Giacomo. Il processo di inserimento delle nuove infrastrutture e dell’integrazione con l’esistente viene seguito dalla dottoressa Carla Destro, direttore medico dello IOV, che sta portando avanti l’operazione di riorganizzazione della logistica e dei servizi, nonché il passaggio del personale dall’Ulss 2 allo IOV, che non può prescindere dall’attenzione verso il fattore umano. L’area per la costruzione di quattro bunker radioterapici rappresenta la prossima sfida. Un investimento complessivo di circa 17, 3 milioni di euro. Di questi 7, 3 milioni per la realizzazione delle strutture che accoglieranno gli acceleratori lineari, altri 10 milioni di euro verranno stanziati per l’acquisto dei macchinari scegliendo il top di gamma. «Avremo degli acceleratori speciali e più grandi dello standard, in grado di offrire in contemporanea più prestazioni, ad esempio il trattamento radioterapico e la risonanza magnetica. Questo richiederà degli spazi ad hoc. Pensiamo di proporre attrezzature di alto livello, senza fare doppioni con Treviso e Mestre, fedeli al nostro ruolo di hub regionale di rilievo nazionale in ambito oncologico» spiega il direttore generale dello IOV Giorgio Roberti.

In merito ad alcune perplessità espresse nel territorio sul rapporto tra ospedale di Castelfranco e IOV, e di fronte alla domanda “C’è il timore che lo IOV abbia impoverito il San Giacomo, è davvero così?”, Roberti ha risposto: «Alcuni mal di pancia ci sono stati sulla rimodulazione dei posti letto per la Chirurgia del San Giacomo, ma è un fatto meramente organizzativo, per il cittadino non cambierà nulla perché lo IOV coordinerà il gruppo operatorio, fornirà risposte dedicate e tutto il supporto alla Chirurgia dell’Ulss 2. Le attività in sala operatoria non verranno ridotte anzi, i cittadini avranno a disposizione delle chirurgie specialistiche che prima non c’erano, è un arricchimento straordinario».