Uno studio indipendente dell’Istituto ha identificato pazienti che potrebbero efficacemente essere sottoposti a terapie innovative immunoncologiche. Lombardi (specialista tumori cerebrali IOV) ne ha illustrato risultati e prospettive

Ancora una volta lo IOV-IRCCS si è presentato ad un congresso internazionale con un importante studio nell’ambito del glioblastoma. Nella giornata di oggi all’interno della sessione orale dell’ESMO dedicata ai tumori cerebrali, Giuseppe Lombardi (Specialista tumori cerebrali, Oncologia Medica 1, direttore Vittorina Zagonel) ha infatti presentato lo studio “Mismatch repair deficiency (MMRd) in glioma patients (PTS): frequency and correlation with clinical, histological and molecular characteristics” di fronte ad una platea di oltre 700 specialisti. “Abbiamo presentato all’ESMO durante la sessione dei tumori cerebrali uno studio prospettico sviluppato in collaborazione con l’Humanitas di Milano”, ha spiegato l’oncologo dello IOV, “Si tratta di uno studio indipendente in cui abbiamo valutato i fattori molecolari e clinici che possono predirre l’efficacia dell’immunoterapia nei pazienti con glioblastoma o glioma”.

Lo studio è stato sviluppato dal luglio 2017 al maggio 2018 ed ha coinvolto 167 pazienti con neoplasie cerebrali; di questa popolazione di pazienti il 78% era affetto da glioblastoma, il 14% da astrocitoma anaplastico, il 5% da glioma di basso grado (LGG), il 2% da Oligodendroglioma.

L’importanza della presentazione di Lombardi si inserisce nell’ampio percorso che stanno sviluppando i prodotti immunoncologici, che sono ad oggi la grande speranza nelle terapie dei tumori, ma che fino ad ora non hanno ancora offerto risposte positive e risultati soddisfacenti nell’ambito del glioblastoma, a differenza di ciò che sta accadendo nel melanoma (ambito terapeutico apripista di tutto il settore), nel polmone e nelle neoplasie colorettali. “Noi siamo proprio partiti dalla considerazione che finora l’immunoterapia non ha dimostrato di essere efficace nei pazienti con glioblastoma”, è stata la conclusione di Giuseppe Lombardi, “Nel nostro studio invece siamo riusciti ad identificare un sottogruppo di pazienti che potrebbero beneficiare degli immunoterapici. Lo step successivo a questo punto è per lo IOV quello di mettere a punto uno specifico studio prospettico dove questi pazienti – portatori cioè di determinate caratteristiche – verranno coinvolti in trial clinici con l’utilizzo di trattamenti innovativi”.