Si è tenuto nel pomeriggio del 20 novembre presso l’Aula Magna dello IOV-IRCCS il simposio “Immunoterapia nei tumori del distretto Cervico-Cefalico: Realtà e prospettive”, uno degli “Incontri Oncologici del Triveneto” promossi dallo IOV-IRCCS e dalla Rete Oncologica Veneta. L’incontro – che aveva il coordinamento scientifico di Pierfranco Conte e di Maria Grazia Ghi – ha visto la partecipazione di circa cento oncologi da Trentino, Friuli e Veneto.

I tumori maligni dell’area testa-collo rappresentano in Italia circa il 5% di tutti i tumori maligni, con circa 12mila nuove diagnosi annuali. Il 90% dei tumori maligni di quest’area sono carcinomi squamosi mentre il restante 10% è rappresentato da sarcomi, linfomi e melanomi. I fattori di rischio più frequentemente associati con lo sviluppo di queste neoplasie sono il fumo, l’abuso di alcool ed alcune infezioni virali fra cui l’infezione da papilloma-virus (HPV) per i tumori orofaringei e l’infezione da virus di Epstein Barr per i tumori del rinofaringe.

Un gruppo nutrito di relatori e discussant qualificati (per lo IOV-IRCCS: Dieci, Corti, Chiarion Sileni, Rosato, Zagonel, Zovato, Loreggian) ha contribuito a fare il punto sulle risposte che i pazienti con queste forme tumorali stanno offrendo se trattati con immunoterapia, opzione innovativa di trattamento che spesso si associa alle terapie standard, fornendo confortanti risultati. L’immunoterapia rappresenta oggi un’opzione terapeutica fortemente innovativa, utilizzabile a breve anche in Italia per i tumori recidivati/metastatici del distretto cervico-cefalico. L’obiettivo del simposio di Padova è stato quello di fornire una panoramica generale riguardo il razionale dell’immunoterapia (che anche all’ASCO e all’ESMO 2017 ha confermato di offrire risultati importanti) per le neoplasie di questo distretto, i risultati degli studi già completati ed illustrare le prospettive future di integrazione ed introduzione in fasi più precoci di malattia. L’integrazione dell’immunoterapia con le terapie standard (chemio e radioterapia) si è confermata come uno degli elementi da approfondire con maggior puntualità, mentre l’argomento della sostenibilità, visto che le terapie in questione sono innovative ed efficaci, ma ad alto costo, è emerso durante il dibattito come uno dei temi che costringe l’intero sistema delle cure a ripensare al suo equilibrio complessivo: anche iniziando a ripensarsi non più in termini di rimborso di prestazioni, ma in termini di valore dei percorsi di cura.