Cinque anni fa l’immuno-oncologia sembrava essere “solo” una delle grandi speranze della ricerca sulle neoplasie: oggi si è ormai passati dalla fase delle speranze a quella delle certezze. La sessione di apertura del Forum nazionale della Salute, in corso presso la Stazione Leopolda di Firenze e coordinato dal direttore dell’Istituto Toscano dei Tumori, Gianni Amunni, ha voluto “guardare dentro” all’immunoncologia, osservando i passi scientifici e le ricadute sociali, economiche ed assistenziali di questa nuova frontiera della medicina. In questo scenario Vittorina Zagonel (direttore Oncologia medica 1, IOV-IRCCS) è stata coinvolta per illustrare l’avanzamento clinico-scientifico nell’ambito colorettale dell’immunoconcologia, soprattutto in riferimento alle attività sviluppate in Veneto dello IOV.

Durante il suo intervento al Forum della Salute Vittorina Zagonel ha sottolineato che “l’immunoterapia non è più solo una strategia promettente, ma una realtà sotto gli occhi degli specialisti e dei pazienti, che si interseca e non si sostituisce ai trattamenti convenzionali. Con i trattamenti chemioterapici abbiamo efficacia veloce nelle prime settimane, con l’immuno abbiamo intervallo più lungo per manifestare efficacia, ma se inneschiamo il meccanismo riusciamo a mantenere controllo della malattia a lungo e lungissimo termine, con effetti collaterali modesti”.

Illustrando alcuni studi coordinati dallo IOV-IRCCS che sono stati anche presentati nei simposi internazionali Asco ed Esmo, l’oncologa ha descritto il modus operandi del team da lei coordinato presso lo IOV, “dove si privilegia l’approccio multidisciplinare” e dove la componente di giovani oncologi e ricercatori di spessore internazionale è decisamente rilevante. E il futuro? Per Zagonel i passi immediati per l’immunoterapia delle neoplasie colorettali sono “puntare a utilizzare linee più precoci di trattamento, selezionare associazioni con altri trattamenti per prevenire la resistenza terapeutica e identificare con sempre maggior precisione gruppi e sottogruppi di pazienti che ne possano beneficiare”.

All’evento di Firenze sull’immunoncologia sono intervenuti alcuni dei massimi oncologi italiani: oltre a Vittorina Zagonel sono intervenuti Michele Maio (direttore Centro di Immunoterapia, Siena) Paolo Ascierto (direttore Unità Melanoma, Istituto Pascale, Napoli), Sergio Bracarda (Direttore oncologia, Uls Arezzo) e Lorenzo Mantovani (Professore di Public Health, Università Milano Bicocca),Tonino Aceti di Cittadinanzattiva-Tribunale diritti del Malato.

IMMUNO-ONCOLOGIA, DEFINIZIONE:

Nel tentativo di offrirne una definizione puntuale, così si è espressa l’AIOM sull’immunoncologia, coerentemente con la comunità internazionale: “L’immuno-oncologia si unisce alla chirurgia, alla chemioterapia e alla radioterapia quale importante opzione terapeutica per i pazienti oncologici. Diversi studi hanno valutato farmaci immuno-oncologici nel trattamento di vari tipi di tumore, tra cui il melanoma, il cancro colorettale, del polmone, del rene e della prostata. Queste ricerche evidenziano una riduzione della massa tumorale ed un aumento della sopravvivenza, che possono essere superiori a quanto generalmente osservato con la chemioterapia, quando questa risulta efficace”.

Nella foto, Maio, Ascierto, Amunni e Zagonel.