La sanità del Veneto è tra le migliori d’Europa. In particolare il sistema sanitario regionale raggiunge punte di eccellenza internazionali nella diagnosi e cura delle neoplasie anche grazie alla Rete Oncologica Veneta, network creato per assicurare accessibilità alle migliori cure, garantire appropriatezza prescrittiva, uniformare la tempestività e la continuità nella presa in carico del paziente. La ROV ha l’obiettivo di definire e condividere i Percorsi Diagnostici Terapeutici (PDTA) per i vari tipi di tumore e attivare sistemi di verifica e del trattamento oncologico.

Due innovativi progetti di monitoraggio delle performance diagnostiche e sanitarie messi a punto dalla Rete Oncologica Veneta sono stati illustrati oggi presso la sede dell’Università di Padova alla presenza del Magnifico Rettore, Rosario Rizzuto, del Dirigente dell’Area Sanità della Regione Veneto, Claudio Pilerci, del Direttore Generale dello IOV-IRCCS, Patrizia Siminato e di Daniele Donato, direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera.

“Obiettivo complessivo dei due progetti”, ha spiegato Pierfranco Conte, coordinatore regionale della ROV, e direttore di Oncologia Medica 1 presso lo IOV-IRCCS, “è quello di sviluppare strumenti standardizzati che utilizzino in modo integrato le informazioni disponibili per la produzione di indicatori di percorso e di esito per quanto concerne pazienti affetti da patologie oncologiche”. “Le diverse strutture e competenze coinvolte” è stato il commento di Patrizia Simionato, “sono la dimostrazione di come l’eccellenza che ci viene riconosciuta sia frutto soprattutto di un lavoro svolto in sinergia completa tra centri, professionisti, operatori e ricercatori”.

I due progetti – racchiusi sotto il titolo complessivo “Valutazione della performance e del valore dei Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali in ambito oncologico all’interno della Rete Regionale: sfide e opportunità” – sono stati finanziati a fine 2017 dal Ministero della Salute con 1.200.000 € e coinvolgono la Rete Oncologica Veneta e l’Università di Padova. Si tratta di innovativi studi multiprofessionali, multicentrici e di collaborazione tra Enti, che puntano a cogliere indicatori di performance clinica e farmacoeconomica, ma anche a monitorare la coerenza tra le raccomandazioni dei PDTA e la loro implementazione pratica del mondo oncologico. I due studi fanno parte di un complesso progetto multicentrico e inter-regionale della durata di 36mesi, che coinvolge centri e Istituzioni di 5 Regioni (oltre al Veneto anche Lombardia, Piemonte, Liguria e Toscana), identificato e sviluppato grazie a otto riunione inter-regionali tenute nei mesi di giugno e luglio dello scorso anno.

Il primo progetto, “Monitoraggio (valutazione) dei nuovi farmaci innovativi in oncologia: aderenza ai PDTA, confronto tra impatto farmacoeconomico ed esito clinico”, è stato presentato da Pierfranco Conte, mentre è del prof. Massimo Rugge (Direttore UOC Anatomia Patologica; Responsabile Registro Tumori del Veneto) la titolarità del secondo progetto, “La valutazione delle procedure diagnostiche per migliorare l’efficienza dei percorsi diagnostico-terapeutici oncologici: dalla fenotipizzazione istologica alla diagnostica molecolare”.

Il progetto del prof Conte – finanziato per 599mila€ – segue un criterio di valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA) per misurare il valore delle tecnologie innovative prima che entrino nella pratica clinica. L’obiettivo è quello di valutare l’uso dei farmaci ad alto costo all’interno dei percorsi di cura in oncologia, ben sapendo che i farmaci antitumorali , a causa di bisogni clinici altamente insoddisfatti, sono spesso approvati e rimborsati con profilo di rischio/beneficio non ancora completo. Il progetto del prof Rugge – finanziato per 599mila€ – concentra invece la sua attenzione sui Percorsi Diagnostico Terapeutici ed intende monitorare la coerenza tra le raccomandazioni diagnostiche dei PDTA e la loro implementazione pratica del mondo oncologico.

“Con questi progetti la Rete Oncologica Veneta – ha dichiarato in conclusione Pierfranco Conte – mantiene fede alla sua missione di essere soggetto regionale in grado di indicare come massimizzare i benefici per la salute dei pazienti del Veneto, valutando i risultati raggiunti durante l’intero percorso di cura dei pazienti, tenendo ben presenti anche le ricadute farmacoeconomiche degli stessi, per assicurare sostenibilità effettiva all’alta qualità, eccellenza ed efficienza delle cure”.