L’Istituto Oncologico Veneto-IRCCS è entrato a far parte – come leader di un team – di uno degli studi più avanzati nell’ambito dell’oncologia mondiale, promosso dal Ministero della Salute con un apposito finanziamento di 10 milioni di Euro. Si tratta del progetto “Sviluppo di una progettualità mirata a incrementare l’uso dell’immunoterapia basata sull’impiego delle cellule CAR-T in pazienti oncologici”, attività coordinata da Alleanza contro il Cancro (AIRC) che vede la partecipazione dei massimi centri oncologici e IRCCS italiani: Ospedale Bambin Gesù (Roma), Policlinico Gemelli (Roma), Istituto Candiolo (Torino), IRST Oncologico Meldola (Forlì), Ospedale San Raffaele (Milano), Ospedale S. Gerardo (Monza), Istituto di Biostrutture-CNR (Napoli) e Istituto Oncologico Veneto-IRCCS.

Il progetto è stato avviato con un Decreto ministeriale che porta la data dell’11 marzo ed ha lo scopo di sviluppare una ricerca indipendente ed etica sulla possibilità di utilizzare le CAR-T Cell ed è coordinato da Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità. Nello specifico la terapia CAR-T Cell è un’evoluzione dell’ambito immunoncologico che interessa sopratutto il settore oncoematologico (Linfomi e Leucemia Acuta), anche se negli Usa è già in fase sperimentale anche nelle neoplasie solide. Si basa sulle cellule T – potenti armi citotossiche del sistema immunitario – esprimenti la molecola CAR (Chimeric Antigen Receptor). Attraverso tecniche di bioingegneria genetica le cellule T si legano ad una molecola della cellula tumorale che viene così riconosciuta ed aggredita inducendo la morte della cellula tumorale.

Il progetto in cui l’Istituto è stato inserito è suddiviso in varie fasi, che vanno dalla definizione di processi produttivi in grado di contenere i costi correlati alla generazione di cellule CAR, alla identificazione di nuovi targets selettivamente espressi su cellule neoplastiche e compatibili con l’impiego clinico delle CAR-T. Lo IOV-IRCCS partecipa a tutti i working group, ma ha il compito specifico di coordinare il team di lavoro su aspetti legali e di proprietà intellettuale (WP 6), argomento rilevante e delicato per il costo particolarmente elevato che hanno attualmente queste terapie.

“La partecipazione dello IOV ad uno studio così avanzato è un grande onore e motivo di orgoglio per il nostro Istituto”, è il commento del prof. Giuseppe Opocher, Direttore scientifico dell’Istituto, “Questo incarico all’interno di un progetto che vede i più importanti centri oncologici italiani, premia il lavoro fatto su brevetti, proprietà intellettuale e trasferimento tecnologico, ambito in cui il Ministero ci considera come punto di riferimento nazionale. La nostra partecipazione, inoltre, conferma che il gruppo-IOV di immunologia guidato da Antonio Rosato aveva visto correttamente e con lungimiranza quando alcuni anni fa ha deciso di investire risorse tecniche e professionali sulla ricerca CAR-T. E immaginare con responsabilità, concretezza e basi scientifiche gli sviluppi futuri in oncologia è uno dei compiti della ricerca dell’Istituto”.