Una ricerca della dott.ssa Gaia Griguolo contribuisce a identificare le donne con CMM-HER+ in grado di rispondere positivamente ai trattamenti.

Una giovane oncologa dello IOV-IRCCS, Gaia Griguolo, è tra le protagoniste del Convegno europeo sul carcinoma mammario in corso questi giorni a Berlino (ESMO-Breast Cancer; 2-4 Maggio). Il poster presentato dall’oncologa – ERBB2 mRNA as predictor of response to anti-HER2 antibody-drug conjugates (ADC) in Breast cancer – è stato infatti premiato oggi con il prestigioso Merit Award, riconoscimento che viene attribuito ai migliori lavori presentati al congresso da oncologi europei Under40.

Lo studio, nato dalla collaborazione tra l’Istituto Oncologico Veneto e l’Hospital Clinic di Barcellona, vede la partecipazione di altri specialisti della UOC Oncologia 2 dello IOV: Tommaso Giarratano, Maria Vittoria Dieci e la professoressa Valentina Guarneri. Lo studio si contraddistingue per un approccio di medicina personalizzata e traslazionale, infatti, mira a identificare se sia possibile utilizzare delle caratteristiche biologiche dei tumori per individuare i pazienti che meglio rispondono ad uno dei trattamenti oggi disponibili per il trattamento del carcinoma mammario metastatico HER2-positivo, un sottogruppo che costituisce circa il 15-20% dei carcinomi della mammella.

“In questo studio”, precisa Gaia Griguolo, “abbiamo raccolto la casistica degli istituti di Padova e Barcellona di pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo metastatico trattati con Trastuzumab Emtansine e siamo andati a valutare mediante gene-expression analysis se fosse possibile individuare geni, la cui espressione nel tumore, ci permettesse di identificare i pazienti che avrebbero risposto a questo farmaco. L’utilizzo di questa metodica quantitativa ci ha permesso di identificare un cutoff – valore soglia – di espressione del gene ERBB2 che identifica le pazienti che risponderanno farmaco”.

Dove sta l’importanza dello studio “premiato” a Berlino? “È una ricerca importante”, risponde l’oncologa, “perché nei prossimi anni avremo verosimilmente l’arrivo, anche nella pratica clinica, di nuovi farmaci mirati verso la proteina HER2. L’utilizzo di tecniche quantitative, come quella da noi testata, potrebbe permetterci in futuro di identificare un cutoff specifico per ciascun farmaco, adeguando al meglio la terapia al profilo delle pazienti”.

Nata a Chioggia (classe 1987), Gaia Griguolo si è laureata in medicina presso l’Università di Padova, dove ha svolto la specializzazione in Oncologia Medica sotto la direzione del professor Pierfranco Conte ed ha al suo attivo un periodo di formazione presso l’Istituto Oncologico della Svizzera italiana di Bellinzona e presso l’Istituto di Ricerca Biomedica IDIBAPS di Barcellona. Attualmente è medico contrattista presso l’Oncologia 2 dello IOV-IRCCS dove si occupa della gestione e del trattamento delle pazienti affette da tumore mammario, seguendo in prima persona, in qualità di co-sperimentatore, diversi trial clinici e progetti di ricerca dedicati a questa patologia. “Credo che la costante attenzione allo sviluppo della ricerca in questo settore”, è il commento dell’oncologa, “possa permetterci non solo di impiegare farmaci e procedure innovative, ma soprattutto di trattare al meglio i nostri pazienti futuri”.