Perché donare il 5 per mille e sostenere la ricerca dell’Istituto Oncologico Veneto, è presto detto: con la ricerca possiamo conoscere il tumore, individuarne i punti deboli e disporre di una terapia più efficace. Senza ricerca, insomma, non c’è cura. E ciò è vero in particolare per quanto riguarda la lotta al cancro. Non c’è forse altro settore della medicina, infatti, dove i risultati della ricerca abbiano prodotto cambiamenti così rilevanti come quelli vissuti negli ultimi anni dall’oncologia.

«In poco tempo siamo passati da una cura basata sostanzialmente sulla somministrazione di tossici, che colpiscono sia le cellule tumorali che quelle sane, ai farmaci “intelligenti”, capaci di mirare a particolari bersagli cellulari, alle cure personalizzate a seconda delle specifiche mutazioni del DNA presenti in quel particolare tumore, fino alle più recenti terapie immunologiche» spiega il prof. Giuseppe Opocher, Direttore Scientifico dell’Istituto Oncologico Veneto.

In coerenza con le linee di ricerca concordate con il Ministero della Salute, l’attività scientifica dello IOV è organizzata secondo un percorso che dall’oncologia molecolare porta all’oncologia clinica. «Nell’ambito dell’oncologia molecolare – prosegue Opocher – allo IOV svolgiamo ricerche su uno dei temi che stanno rivoluzionando le possibilità di cura, quello dell’immunologia del cancro. Su questo fronte si sono registrati progressi impensabili fino a pochi anni fa. La ricerca, infatti, ha prodotto nuovi farmaci che permettono al nostro sistema immunitario di aggredire il tumore poiché quest’ultimo non è più in grado di eluderne il controllo e ingannarlo. Per ora ci sono evidenze di buoni risultati in diversi tipi di tumore, ma il lavoro da fare è ancora molto e contiamo sul finanziamento 5 per mille per poterlo proseguire».

Tra l’oncologia molecolare e l’oncologia clinica si pone un’altra linea di ricerca che trova, negli scienziati dello IOV, degli investigatori competenti e appassionati: quella che si occupa di genetica e genomica del cancro. Spiega il Direttore Scientifico dell’Istituto: «Come nel caso dell’immunologia, la sfida che sta impegnando gli oncologi clinici e sperimentali di tutto il mondo è quella di giungere a una marcata personalizzazione delle terapie cioè a fornire il farmaco più appropriato alle caratteristiche del paziente. In tal senso, i progetti di genomica sostenuti con il finanziamento 5 per mille, ci porteranno, a breve, a fornire ad ogni paziente la carta d’identità molecolare del tumore».

È ormai accertato che, a livello di DNA, ogni tumore è diverso da un altro. In questo senso, la ricerca basata sull’analisi genetica dei tumori permette di individuare per ciascuno di essi tante sottospecie diverse, ognuna con caratteristiche proprie, avvalendosi, per ciascuna di esse, di terapie specifiche e, quindi, più efficaci. «Questa è la strada che stiamo percorrendo allo IOV –dichiara Opocher – Naturalmente c’è ancora molto cammino da fare e, quindi, tanto lavoro di ricerca da compiere. Non è da visionari immaginare che, a breve, per la diagnosi e la terapia di un tumore non potremo più fare a meno dell’analisi completa del DNA».

L’Istituto Oncologico Veneto, infine, in quanto Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, svolge un’attività di ricerca traslazionale che mira a tradurre direttamente nella pratica clinica i risultati ottenuti in laboratorio. Per questa ragione in questi ultimi anni è stato profuso un consistente sforzo organizzativo ed economico che ha coinvolto tutti gli operatori dell’Istituto: «Siamo convinti, infatti, che solo attraverso una stretta sinergia tra ricerca biomedica e ricerca clinica sia possibile accorciare la distanza tra il laboratorio di ricerca e il letto del paziente, con un grande beneficio: non solo per gli operatori, sempre più immersi in un contesto multidisciplinare che spazia dal biologo molecolare al case manager, ma anche e soprattutto per le persone affette da tumore, alle quali viene garantita un’assistenza di qualità, efficiente e innovativa. Sono proprio questi i punti che caratterizzano lo IOV, in qualità di primo e unico Istituto del Veneto destinato in maniera specifica alla prevenzione, diagnosi e cura dei tumori e alla ricerca sul cancro».

Nel 2016 l’Istituto Oncologico Veneto ha investito nella ricerca clinica e sperimentale più di 4 milioni di euro, una cifra considerevole coperta per circa il 25% dal contributo del 5 per mille. Sono stati avviati con questi fondi diversi progetti sulla genomica del tumore del polmone, del colon, della mammella, dell’ovaio, del rene, del cervello, del melanoma e dei tumori endocrini, per perseguire l’obiettivo di fornire a ogni paziente, al momento della prima vista oncologica, la carta d’identità molecolare del tumore.

E sono proprio i cittadini con il 5 per mille a consentire all’Istituto la possibilità di proseguire le ricerche negli ambiti qui descritti: «Chi ci sostiene – conclude Giuseppe Opocher – aiuta anche il nostro impegno nel tradurre queste innovazioni in benefici per l’individuo malato, cioè in cure sempre più efficaci e mirate, e di farlo nel più breve tempo possibile, perché tutti noi abbiamo fretta di sconfiggere il cancro».