Per ogni tipo di tumore, una quota tra il 5 e il 10% dei casi è attribuibile alla forma ereditaria. Un tumore viene definito ereditario quando la sua insorgenza è dovuta a una mutazione genetica trasmessa dai genitori.

Le mutazioni presenti nei genitori hanno il 50% di probabilità di essere trasmesse ai figli. Questi ultimi non ereditano il tumore dovuto a quell’alterazione ma, eventualmente, solo la predisposizione a sviluppare più facilmente quel tumore rispetto alla popolazione generale.

Gli individui portatori di una mutazione genetica che predispone a una specifica neoplasia sono considerati ad alto rischio e devono sottoporsi ad adeguati protocolli di prevenzione.

Individuare e curare i tumori con origine familiare è una sfida che richiede risorse e competenze particolari; per questo lo IOV ha creato l’unità Tumori ereditari e endocrinologia oncologica, che opera in sinergia con l’unità di Immunologia e diagnostica molecolare oncologica, con specializzazione nelle seguenti neoplasie:

Consulenze genetiche oncologiche e test genetico

La consulenza genetica oncologica è rivolta a persone con sospetta predisposizione ereditaria allo sviluppo di tumori. La consulenza viene effettuata da un team multidisciplinare che comprende:

  • un genetista
  • un oncologo e/o un esperto specialista della patologia in esame
  • uno psicologo

Il paziente o l’individuo sano che si sottopone alla consulenza oncogenetica viene invitato a fornire dati sulla famiglia di appartenenza, sulla sua malattia e quella dei suoi familiari. Dopo la stesura dell’albero genealogico e un’esaustiva analisi dei dati anamnestici, il genetista verifica la presenza o meno dei criteri di accesso al test genetico.

La scelta di sottoporsi o meno al test genetico deve essere effettuata in maniera autonoma e consapevole dopo aver ricevuto, in sede di consulenza, tutte le informazioni disponibili:

  • sulla malattia e/o sul rischio di svilupparla
  • sull’indagine genetica e i suoi limiti
  • sul rischio di malattia associato al risultato del test
  • sulle possibilità preventive e/o terapeutiche disponibili

Considerata la complessità degli argomenti trattati e della scelta di sottoporsi al test e/o intraprendere specifici percorsi di sorveglianza/riduzione del rischio, viene offerta una consulenza psicologica che mira a garantire un adeguato supporto e a favorire l’autonomia decisionale.
Dopo aver firmato un consenso informato, il paziente può decidere di sottoporsi al test, che viene effettuato tramite un prelievo di sangue venoso o un tampone boccale. L’analisi molecolare dei geni viene effettuata nel Laboratorio di biologia molecolare dell’unità Tumori ereditari e endocrinologia oncologica.

Risultato del test genetico

Dal test genetico è possibile ottenere:

  • un risultato informativo (la mutazione predisponente viene individuata);
  • un risultato non informativo (la mutazione predisponente non viene identificata o perché si trova su altri geni non noti o perché non identificabile dall’analisi attualmente disponibile).
  • un risultato dubbio, qualora venga identificata una variante genica di cui non è noto l’effetto patogenetico.

Il risultato del test sarà comunicato in una successiva seduta di consulenza, nella quale verrà interpretato il dato molecolare e si illustreranno il programma di sorveglianza più appropriato e le possibili opzioni per la riduzione del rischio. In attesa del risultato del test, che può richiedere tempi relativamente lunghi (anche superiori ai 6 mesi), per il paziente e i familiari viene comunque predisposto un appropriato protocollo di sorveglianza.

Solo se il risultato è informativo, il test genetico può essere esteso agli altri membri maggiorenni della famiglia che desiderino effettuarlo. Nelle famiglie in cui viene identificata una mutazione che predispone a una neoplasia, vengono comunque indicati i familiari a rischio cui è consigliata l’esecuzione del test genetico, i quali verranno informati dal paziente stesso o dal curante, con l’indicazione di mettersi personalmente in contatto con la SSD Tumori ereditari e endocrinologia oncologica.

Mutazione genetica

Il tumore è oggi considerato una patologia a componente genetica caratterizzata da una crescita cellulare incontrollata. Le cellule del nostro corpo ricevono segnali di controllo che indicano loro quando crescere, quando moltiplicarsi e quando la crescita deve arrestarsi. Nel tumore le cellule non rispondono ai segnali di controllo, a causa di alterazioni del proprio patrimonio genetico, e crescono e si moltiplicano irregolarmente diffondendosi in diverse parti del corpo. L’evento che determina l’alterazione viene definito mutazione. Quando un gene subisce una mutazione (per cause biologiche, chimiche, fisiche) alla cellula arriveranno informazioni improprie rispetto alla sua funzione.

I tumori sono, per la maggior parte, sporadici: la mutazione, cioè, si sviluppa casualmente senza che vi sia una predisposizione familiare. La mutazione ha origine nel DNA di un ristretto gruppo di cellule e determina un errore genetico che si perpetuerà nelle discendenti di quelle cellule, le quali, accumulandosi in un determinato organo, si sostituiranno inizialmente al tessuto sano per poi diffondersi in organi vicini o a distanza (metastasi).

Mentre nei tumori sporadici la mutazione genetica è presente solo nelle cellule del tumore, e quindi solo nella zona dell’organo colpito dalla neoplasia, nel caso dei tumori ereditari la mutazione è presente in tutte le cellule del paziente. Dimostrare che la predisposizione allo sviluppo di un tumore è ereditaria, e poter identificare la mutazione del DNA che ne è responsabile, porta il grande vantaggio di saper prevedere l’evoluzione del tumore nel soggetto affetto e nell’azzerare o ridurre il rischio di tumore nei parenti che risultino portatori della mutazione.

Geni la cui alterazione può predisporre allo sviluppo del tumore sono stati identificati per alcuni tipi di cancro (mammella, colon, stomaco, rene, melanoma, tiroide, pancreas, paratiroidi e surrene) e molti studi sono in corso per gli altri tipi di tumore.

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