Per tumori della testa e del collo si intendono le neoplasie che hanno origine nelle cavità nasali e nei seni paranasali, nella faringe (rinofaringe, orofaringe ed ipofaringe), nella cavità orale, nella laringe e nelle ghiandole salivari.

Il più frequente è il tumore alla laringe, seguito da quello del cavo orale e della faringe. Il 90 per cento di questi tumori sono carcinomi spinocellulari (o carcinomi a cellule squamose); il restante 10 per cento è rappresentato da melanomi, linfomi, sarcomi e altri tumori.

Pur differenziandosi a seconda dell’organo che colpiscono, i carcinomi spinocellulari del distretto testa-collo sono accomunati dalla tendenza all’estensione locale, con infiltrazione dei tessuti confinanti e a livello dei linfonodi del collo; più raramente la malattia si manifesta all’esordio con metastasi linfonodali a distanza o in altri organi.

I tumori maligni della testa e del collo sono una patologia rara. In Italia, infatti, rappresentano il 3 per cento di tutti i tumori maligni. Ogni anno nel nostro paese si diagnosticano circa 12 mila nuovi casi, con un tasso di incidenza complessivo di 16 casi per 100 mila abitanti. I tassi di incidenza sono particolarmente alti in Veneto: 48 casi per 100 mila tra gli uomini e 8 per 100 mila tra le donne. A livello nazionale, il rischio di ammalarsi è 7 volte più alto nei maschi che nelle femmine.

La fascia di età più colpita dai carcinomi spinocellulari è quella tra i 50 e i 70 anni, mentre i tumori delle ghiandole salivari e i sarcomi compaiono in età più precoce.

Prevenzione

I principali fattori di rischio delle neoplasie della testa e del collo sono il fumo e l’alcool, che insieme producono un effetto sinergico, potenziando vicendevolmente i propri effetti negativi. Cause meno frequenti sono i virus HPV per i tumori dell’orofaringe e EBV per i tumori della rinofaringe.

La migliore forma di prevenzione contro carcinomi spinocellulari di testa e collo è dunque l’astensione da fumo e alcool. In proposito, occorre sottolineare come, essendo tipicamente forti bevitori e fumatori, i soggetti colpiti da questi tumori tendano, non di rado, a sviluppare anche seconde neoplasie a causa della prolungata esposizione ai fattori di rischio. Il paziente colpito da tumore alla laringe potrà, ad esempio, svilupparne anche uno alla lingua, oppure all’esofago o al polmone.

Sintomi

I sintomi delle neoplasie del distretto testa-collo possono essere sia di carattere generale (debolezza, dimagrimento,…) sia specifici, legati alla sede di origine della malattia. Tra quest’ultimi il paziente può infatti riferire alterazione della voce, difficoltà o dolore alla deglutizione, disturbi uditivi, comparsa di gonfiore nella regione del collo.

Diagnosi

Se uno o più dei sintomi suddetti dovessero persistere, il paziente deve rivolgersi al proprio medico, il quale programmerà una visita specialistica otorinolaringoiatrica (ORL). Nella maggior parte dei casi, la visita otorinolaringoiatrica, grazie anche all’esame endoscopico, permette di individuare la lesione sospetta e di effettuare, già durante la visita stessa, il prelievo di un campione da analizzare per giungere alla diagnosi definitiva.

Una volta accertata la malattia, la stadiazione della stessa, cioè la sua estensione, viene rilevata mediante esami quali tomografia assiale computerizzata (TAC), risonanza magnetica nucleare (RMN) e tomografia a emissione di positroni (PET).

Cura

Spesso queste neoplasie beneficiano di un trattamento combinato che offre al paziente una migliore possibilità di cura e una maggiore probabilità di guarigione. Più che per altre patologie, quindi, è essenziale che ogni caso sia valutato da un team multidisciplinare per capire quale sia l’approccio migliore.

Di norma, allo IOV, i pazienti con una diagnosi di neoplasia della testa o del collo, una volta completata la stadiazione della malattia vengono valutati in un ambulatorio multidisciplinare al fine di programmare il percorso terapeutico più adeguato. Nell’ambulatorio, oltre al chirurgo, al radioterapista e all’oncologo intervengono altre figure di supporto, come lo psicologo, il logopedista e il terapista antalgico, al fine di assicurare la completa presa in carico del paziente.

La scelta del trattamento dipende dalla sede del tumore primitivo, dalla sua estensione, dalle condizioni di salute generali, dai risultati estetici e funzionali secondari al trattamento proposto e dalle preferenze del paziente.
Ciascuna delle modalità di trattamento di tali neoplasie può essere accompagnata da effetti collaterali che si possono manifestare nell’immediato o a distanza di tempo dal trattamento stesso; tuttavia tali tossicità possono essere controllate e gestite dagli specialisti coinvolti nel gruppo multidisciplinare.

È, peraltro, dimostrato che le nuove tecniche radioterapiche garantiscono una diminuzione degli effetti collaterali del trattamento, su tutti i problemi legati alla mancanza di salivazione. Infatti, mentre in precedenza risultava pressoché inevitabile seccare le ghiandole salivari, ora è possibile – sebbene non in tutti i soggetti – risparmiare le parotidi e quindi contenere l’effetto collaterale. Ciò comporta una minore probabilità di infezioni del cavo orale e diminuisce il rischio di alterazioni dentarie e del gusto, garantendo una migliore qualità della vita non solo durante il trattamento ma anche una volta terminato lo stesso.

Lo stesso ambulatorio multidisciplinare segue i pazienti in follow up con l’esecuzione degli esami periodici di controllo, compreso l’esame endoscopico.