Opocher (IOV): comunicare le nuove frontiere della battaglia sul cancro per creare una coscienza collettiva

Durante la notte del 30 settembre, in tutta Europa il mondo della ricerca si apre al pubblico. Si chiama Notte della Ricerca e, tra le molte iniziative coordinate dall’Università di Padova, ci sarà anche quella proposta dall’Istituto Oncologico Veneto IRCCS (IOV).
Nello specifico, alle 21 del 30 Settembre, aula C del palazzo del Bò (storica sede dell’ateneo patavino) il Prof. Giuseppe Opocher, Direttore Scientifico dello IOV, darà ai giovani, ai cittadini ed al pubblico la visione della nuova frontiera che sta attraversando la ricerca oncologica.
“Incontreremo i cittadini e racconteremo loro a che punto è arrivata la ricerca”, precisa Giuseppe Opocher, “mostrando quali sono gli scenari che abbiamo di fronte e quali siano gli strumenti del domani per cercare di vincere una delle sfide più importanti e difficili della medicina moderna. Proprio per questo suo carattere di ‘divulgazione sociale’, ritengo che sarà un momento di incontro particolarmente importante sia per l’istituzione che per i cittadini, i giovani in particolare”.

Comunicare con parole comprensibili i valori e le prospettive della ricerca in ambito oncologico: la sfida è particolarmente stimolante per il direttore scientifico dello IOV. Prosegue infatti Opocher: “L’oncologia è uno dei quei campi della medicina dove più velocemente i risultati della ricerca biomedica sono stati trasferiti in vantaggio clinico ed è certamente grazie alla ricerca se il cancro in molti casi è diventato curabile. La ricerca ha trasformato una malattia fatale in malattia cronica in qualche caso debellandola completamente. Genomica ed immunologia sono i capisaldi della rivoluzione che la ricerca oncologica sta attraversando. Certamente c’è bisogno di grandi risorse ma anche di consapevolezza che la sfida del cancro si può vincere”.
In questo scenario di grandi novità nell’ambito della ricerca e della sperimentazione, la scelta di comunicare ai cittadini anche attraverso la Notte della Ricerca, non risponde solo ad una necessità di scambio di informazioni, quanto alla consapevolezza che il cancro si sconfigge grazie alla creazione di un fronte comune e di una cultura condivisa e collettiva.

Conclude infatti Giuseppe Opocher: “L’ultimo slogan della Società Americana di Oncologia chiedeva saggezza collettiva, perché il cancro è un problema che attraversa tutti gli aspetti della vita sociale e non un problema da tenere confinato nella turris eburnea del sapere. Ecco perché anche queste occasioni di confronto e di condivisione sono così importanti per chi, ricercatore di base o clinico, vive ed intimamente sostiene la sfida al cancro”.