Nei giorni scorsi il Corriere del Veneto ha intervistato il prof. Giuseppe Opocher – Direttore Scientifico dello IOV – all’interno di una serie di interviste “dedicate ai volti veneti capaci di lanciare un messaggio di fiducia per il 2017”. Al centro della conversazione sono le nuove terapie utilizzate nelle cure oncologiche grazie alla ricerca. Alla domanda “Quali sono le nuove frontiere della cura?”, questa è stata la risposta del professore: “Dieci anni fa comparvero i primi farmaci intelligenti, a bersaglio, che entrano in modo specifico nell’ingranaggio del tumore e lo bloccano”. Per questo – ha proseguito Opocher – oggi si parla di “oncologia personalizzata”, cioè di terapie “per il paziente giusto, al momento giusto e per il tempo giusto”.

Nell’intervista il Direttore scientifico ha espresso soddisfazione per il posizionamento sempre positivo dello IOV all’interno della ricerca internazionale e all’interno del panorama italiano, dove lo IOV – nato dieci anni fa – “è il quarto miglior Istituto per la cura del cancro, dopo San Raffaele di Milano, IEO e Istituto nazionale tumori”.

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