L’edificio di via Gattamelata sede dello IOV nacque come ospedale sanatoriale dell’Istituto nazionale della previdenza sociale, intitolato a Vittorio Emanuele III. Specializzato nel trattamento medico e chirurgico della tubercolosi polmonare, fu inaugurato nel 1935 dal Duca d’Aosta, Amedeo di Savoia, e dal sottosegretario ai lavori pubblici, Giuseppe Cobolli Gigli.

Il nosocomio porta oggi il nome del dott. Flavio Busonera, medico e partigiano, nato a Oristano nel 1894 e impiccato per rappresaglia il 17 agosto del 1944 in via Santa Lucia, nel centro di Padova. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Busonera non lavorò mai nel sanatorio di via Gattamelata; la sua attività professionale si svolse invece prevalentemente a Cavarzere, nel Veneziano. Nel 1959 il Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, conferì a Flavio Busonera la medaglia d’argento alla memoria al valor militare. Una targa a ricordo del medico partigiano è stata posta nel 2013 all’ingresso dell’ospedale a lui dedicato.

Una volta dichiarata sconfitta la tbc, la struttura fu per anni una sorta di “dependance” dell’ospedale civile di Padova, avendo ospitato fino al primo decennio nel nuovo millennio i reparti di medicina dello sport e psichiatria e alcuni ambulatori pediatrici dell’Azienda Ospedaliera.

L’originaria funzione dell’immobile – sanatorio dei padovani – è raccontata da soluzioni architettoniche ancora oggi ben visibili nonostante i cambiamenti d’uso, e le conseguenti ristrutturazioni, succedutisi nel tempo. Il fronte meridionale presenta grandi terrazze dove i malati di tubercolosi potevano trarre giovamento dal calore del sole e dall’aria un tempo salubre. Dalla copertura di altre terrazze è stata ricavata l’area oggi occupata dalle degenze chirurgiche.

Rivolto a mezzogiorno è anche il vasto parco, che in origine copriva una superficie di terreno di circa 56.000 mq. Esso è articolato, secondo lo stile del giardino all’italiana, in estese aiuole geometriche intersecate da viali per le passeggiate dei malati, a loro volta interrotti da piazzole circolari per la sosta e il riposo. Tre manufatti tuttora esistenti testimoniano dell’attenzione riservata all’epoca affinché i degenti potessero godere appieno di questa grande area verse: un fabbricato adibito ai servizi igienici; due campi di bocce ombreggiati; una serra dotata di bancali per la coltivazione di fiori e piante, attività cui si dedicavano i malati come passatempo.

Costruzione dell'ospedale sanatoriale Vittorio Emanuele III

Inaugurazione dell'ospedale sanatoriale Vittorio Emanuele III