Si è tenuto alla fine della settimana scorsa a Firenze il CRACKING CANCER FORUM, evento multidisciplinare che a messo a confronto esperti di cura, ricerca, reti oncologiche, con esponenti della sociologia, dell’informazione, delle realtà del terzo settore e del volontariato. L’evento ha proposto un approccio innovativo, perché intendeva affrontare “il tema-cancro” senza paure, lanciando un segnale volto al superamento degli steccati e dei compartimenti stagni che si creano tra le varie discipline quando affrontano il tema dell’oncologia. Oltre 700 presenti, 100 relatori, sei gruppi di lavoro laterale tra associazioni di pazienti, creativi, esperti di design thinking, giornalisti (riuniti in un corso sui nuovi approcci all’oncologia): tra gli interventi nella ricca agenda del convegno si sono registrati anche quelli di Giuseppe Opocher (Direttore scientifico, IOV), Antonio Rosato (Direttore scientifico vicario, IOV), Alberto Bortolami (Rete Oncologica Veneta).

Opocher ha presentato l’esperienza della Ricerca a vignette, progetto di comunicazione verso i cittadini promosso dall’Istituto; Rosato ha illustrato il progetto ministeriale sulle Car-T Cell in cui lo IOV è inserito insieme ai massimi centri italiani di ricerca oncologica; Bortolami ha invece partecipato alla tavola rotonda finale, illustrando come la ROV (una delle più avanzate esperienze di rete oncologica in Italia) stia operando per definire i PDTA ed armonizzare l’assistenza a favore dei cittadini su tutto il territorio regionale. Durante il Forum è anche intervenuta Sandra Callegarin, che ha portato l’esperienza delle pazienti di Run for IOV.