Si è tenuto stamane presso l’Aula Magna dello IOV-IRCCS il convegno “LE RETI ONCOLOGICA ED EMATOLOGICA NEL VENETO”, un evento promosso da Motore Sanità per illustrare ed approfondire il modello Hub & Spoke che è alla base del progetto di Rete della sanità veneta. L’evento, che aveva Pierfranco Conte (IOV e ROV) come coordinatore scientifico, ha visto (tra gli altri) gli interventi di Vittorina Zagonel (IOV), Giovanna Scroccaro (Regione Veneto), Valentina Guarneri (IOV), Giampietro Semenzato (Rete Ematologica Veneta), Simona Bellometti (Organizzazione Radioterapica del Veneto, ULSS8), Gianni Amunni (Rete Oncologica Toscana) e Alberto Bortolami (ROV).

Introducendo l’evento Patrizia Simionato (DG dello IOV-IRCCS) ha sottolineato come l’approccio di Rete rappresenti la metodologia maggiormente efficace per garantire ai pazienti cure omogenee su tutto il territorio basate sui medesimi percorsi diagnostico-terapeutici. Il Direttore ha poi illustrato le progettualità di sviluppo della Rete Oncologica Veneta con particolare riferimento al progetto avviato per l’attivazione di un sistema di health meeting che consenta la valutazione oncologica di secondo livello (valutazione dei casi anche da remoto) da parte dei professionisti afferenti alla Rete e lo sviluppo di un punto di ascolto.

Nel suo intervento Domenico Mantoan (Direttore Generale Sanità e Sociale Regione del Veneto) ha precisato che è fondamentale “che specialisti lavorino in rete per rendere omogenea l’assistenza nel territorio Veneto. L’esempio è la Rete Oncologica Veneta (Rov), dove abbiamo costituito un istituto oncologico grande come il Veneto, dove tutti i cittadini hanno la stessa opportunità di cura”. Secondo Mantoan, la grande sfida della sanità è una nuova governance del sistema del farmaco e il concetto di rete. “Sulla fattispecie Rov – ha proseguito – abbiamo istituito la Rete Ematologica veneta che ha anche compito di gestire le cell factory e il nuovo metodo di terapia cellulare. Abbiamo definito i poli ematologica negli ospedali di riferimento e definito a rete la Radioterapia. Altro aspetto importante è l’adesione del Veneto alla Scuola Sant’Anna di Pisa che misura le organizzazioni, le singole aziende e nella loro somma il comportamento della Regione: la scuola ha messo in linea il nostro percorso oncologico ed il risultato evidenzia che siamo nelle fasce alte della valutazione espressa secondo i parametri della Sant’Anna”.

“Sul fronte della terapia oncologica – ha spiegato il professor Pierfranco Conte, direttore della struttura complessa di Oncologia medica 2 dell’Istituto Oncologico Veneto e coordinatore della Rete Oncologica Veneta – abbiamo indubbiamente farmaci innovativi che vanno ad impattare in modo determinante con la prospettiva di vita e il decorso di malattia dei pazienti. Tuttavia ogni innovazione tecnologica o farmacologica, prima di essere introdotta, non può prescindere da una riorganizzazione del sistema affinché ad ogni paziente possa essere offerto il trattamento il più personalizzato possibile anche in considerazione del costo/beneficio economico e sociale”.

Durante il convegno sono intervenuti anche i rappresentanti di associazioni di pazienti: Silvia Cavallarin (Tribunale per i Diritti del Malato), Vincenzo Gigli (Senior Anziani Veneto) e Stefania Migliuolo (Europa Donna) per portare il giudizio positivo dei cittadini nei confronti di una sanità gestita in rete e capace pertanto di alta qualità ed efficacia, nel superamento di visioni e problematiche localistiche.