Non c’è forse altro settore della medicina dove i risultati della ricerca abbiano prodotto cambiamenti così rilevanti come quelli vissuti negli ultimi anni dall’oncologia, che stanno portando a progressi che fino a poco tempo fa erano impensabili. All’orizzonte si vedono importanti traguardi e nella corsa a raggiungerli ricopre un ruolo di primo piano l’Istituto Oncologico Veneto (IOV) IRCCS.

Voluto dalla Regione nel 2005, questo polo specialistico che ha sede a Padova all’Ospedale Busonera, oltre a essere l’unico del suo genere nel Veneto si è rapidamente guadagnato un prestigio di livello internazionale, avendo ottenuto nel 2015 il certificato di “Comprehensive Cancer Center” dall’Organizzazione dei Centri Oncologici Europei (OECI).

Ma è soprattutto nel territorio veneto che lo IOV ha saputo radicarsi e divenire un riferimento imprescindibile per le tante persone colpite dalla malattia, che in questi giorni vengono ricordati in modo speciale in occasione della IX giornata nazionale del malato oncologico. Un dato su tutti dà il termometro di questo apprezzamento: nella denuncia dei redditi 2007 lo IOV era stato scelto, per il cinque per mille, da poco più di 13 mila contribuenti, per un importo di poco inferiore al milione di Euro. Questa soglia è stata superata nel 2011 e da allora non si è più tornati indietro.

Gli ultimi dati, relativi al 2014 e recentemente diffuso dall’Agenzia delle Entrate, evidenziano come lo IOV si sia posizionato al primo posto in Veneto nella sezione “finanziamento della ricerca sanitaria” sia per numero di scelte sia per introito, arrivato a 1 milione 436 mila Euro, con un incremento di 400 mila Euro rispetto all’anno precedente. «Questo trend positivo testimonia della consolidata alleanza tra i professionisti dell’Istituto e i cittadini, alleanza che consente allo IOV di restituire a tutte le persone che ne hanno bisogno i frutti della ricerca: assistenza, terapie e tecniche diagnostiche sempre più avanzate» commenta il Direttore Scientifico dello IOV, prof. Giuseppe Opocher.

È, infatti, soprattutto nella ricerca che il cinque per mille, unitamente ai finanziamenti ministeriali, rappresenta la leva fondamentale per le attività dello IOV, che ha ottenuto dal Ministero della Salute la qualifica di Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) in quanto associa alla prevenzione e alla terapia delle patologie oncologiche una rigorosa attività scientifica che mira a trasferire direttamente alla pratica clinica i risultati ottenuti in laboratorio. «I nostri ricercatori – prosegue Opocher – sono circa 200 e  lavorano per far sì che anche il cinque per mille si trasformi in un beneficio concreto per i pazienti. Sempre più questo beneficio passerà per l’analisi del DNA, divenuta la chiave di lettura per prevedere il comportamento del tumore e stabilire una terapia  personalizzata. Per questo abbiamo deciso di destinare gran parte del cinque5 per mille 2013, 2014 e 2015 allo studio approfondito delle alterazioni genetiche dei tumori».

Nel 2016 lo IOV ha programmato di investire in  ricerca clinica e sperimentale più di 4 milioni di euro. Una cifra consistente, coperta per circa il 25% dal cinque per mille. Nel nuovo laboratorio per la genomica dei tumori, collocato nella la Torre della Ricerca di Padova, lo IOV ha avviato diversi progetti grazie ai quali perseguire un obiettivo ambizioso: «Fornire a ogni paziente, fin dalla prima vista oncologica, la “carta d’identità” del tumore: un traguardo che contiamo di raggiungere in un domani ormai prossimo» sottolinea Opocher.

Il cinque per mille è stato inoltre utilizzato per potenziare un altro caposaldo dell’Istituto Oncologico Veneto: essere un ospedale sempre più a misura di donna. «Grazie al cinque per mille – osserva il Direttore Generale dello IOV, dott.ssa Patrizia Simionato – abbiamo potuto dotarci di uno strumento che consente di eseguire una tecnica all’avanguardia, la Radioterapia intra-operatoria (IORT ), specifica per alcune patologie di tumore al seno. Lo IOV, infatti, riserva un’attenzione speciale alla salute femminile, tanto che l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna (O.N.Da) gli ha conferito i tre Bollini Rosa, che corrispondono al massimo riconoscimento di ospedale a “misura di donna”. L’attenzione alla donna, la ricerca e il sostegno concreto che riceviamo dalla cittadinanza, attraverso il cinque per mille ma non solo, sono, in altre parole, le peculiarità che fanno dell’Istituto Oncologico Veneto qualcosa di molto diverso da un “normale” ospedale».

Il messaggio che emerge da quanto sinora illustrato è chiaro: senza ricerca non c’è cura.

 Chi, dunque, volesse destinare il suo cinque per mille all’Istituto Oncologico Veneto cosa deve fare?

 All’interno dei singoli modelli per la dichiarazione dei redditi è presente la sezione “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF”; il contribuente che desideri sostenerci deve firmare nel riquadro “Finanziamento della ricerca sanitaria”, da non confondersi con quello per il “Finanziamento della ricerca scientifica e della università e inserirvi il codice fiscale dell’Istituto Oncologico Veneto: 04074560287. Per maggiori informazioni invito a visitare il sito internet dedicato: www.5permilleiov.it.

«Nell’impossibilità di farlo personalmente – conclude Simionato – ringrazio sin d’ora tutti coloro i quali sostengono lo IOV a vario titolo, nonché tutti coloro che hanno destinato e che destineranno in occasione della prossima denuncia dei redditi il cinque per mille del loro IRFEF all’ Istituto Oncologico Veneto».