Giovedì 24 marzo vengono installati all’Istituto Oncologico Veneto i DigniCap®, veri e propri “caschetti salva-capelli” per le pazienti sottoposte a chemioterapia. Si tratta di un’apparecchiatura d’avanguardia, che lo IOV ha potuto acquistare grazie al contributo di Alì SpA per € 108.928,00; del Centro Sociologico Italiano di Padova, sezione G. Jappelli che, in memoria  dell’amica Maria Grazia Giachè ha donato 7.000 €, e grazie a parte del ricavato della raccolta fondi “Il Natale della Ricerca”.

Come è noto, la maggior parte dei farmaci chemioterapici danneggia i follicoli piliferi, provocando la perdita dei capelli. Un effetto collaterale che altera nel paziente la percezione della propria immagine e rivela il percorso terapeutico intrapreso. Finora lo IOV, al fine di migliorare la qualità della vita delle pazienti oncologiche, ha messo a loro disposizione, gratuitamente, oltre cento parrucche, nell’ambito del progetto “Non smettere di piacerti”.

Oggi, grazie alla generosità dei privati, le pazienti avranno a disposizione un apposito casco che, indossato venti minuti prima dell’infusione dei farmaci chemioterapici e mantenuto sul capo per tutta la sua durata, abbassa la temperatura del cuoio capelluto fino a 4 gradi circa. Ciò riduce il flusso di sangue verso i follicoli piliferi e con esso la quantità di farmaci chemioterapici che li raggiungono, preservando i capelli.

In una prima fase i DigniCap® verranno utilizzati nell’ambito di uno studio clinico dell’Oncologia Medica 2 dello IOV diretta dal prof. Pierfranco Conte: «Questo progetto di ricerca – spiega il prof. Conte – ci consentirà innanzi tutto di valutare il grado di soddisfazione e accettabilità del sistema DigniCap® da parte delle pazienti; in secondo luogo permetterà di osservare la qualità di vita e il benessere psicofisico e sociale delle pazienti che utilizzano i caschetti. Verranno inserite in questo progetto pazienti con tumore mammario iniziale, selezionate in base ai criteri validati dal Comitato Etico dell’Istituto, candidate a ricevere diversi schemi di chemioterapia adiuvante alopecizzante».

«I “caschetti salva-capelli” sono un’ulteriore prova dell’impegno che l’Istituto Oncologico Veneto ha sempre riposto nell’umanizzazione delle cure, obiettivo primario della Regione Veneto» sottolinea il Direttore Generale dello IOV, dott.ssa Patrizia Simionato. «Lo IOV ha sempre riservato una specifica attenzione  nei confronti delle patologie oncologiche femminili e delle specifiche esigenze delle donne in trattamento, valorizzando la centralità della donna rispetto ai team di specialisti che la prendono in carico. Non è un caso che, grazie alle molteplici iniziative esistenti in favore della donna – tra le quali ricordo la “Stanza in rosa” del Day Hospital e la partecipazione alla prossima maratona di New York di nostre ex-pazienti – l’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna abbia riconosciuto, per la quarta volta consecutiva, che lo IOV è un ospedale a misura di donna assegnando i tre bollini rosa, il massimo riconoscimento dell’Osservatorio».

«Desidero sottolineare – conclude il Direttore Generale Simionato – come tante di queste iniziative, delle quali i “caschi salva-capelli” rappresentano solo l’ultimo dei fiori all’occhiello, siano possibili grazie non solo al personale dello IOV, ma anche alla collaborazione delle fondazioni, associazioni di volontariato e privati cittadini che, da anni, affiancano il nostro Istituto. Per questo ringrazio per la loro generosità tutti coloro i quali credono nello IOV, sostenendone le attività attraverso donazioni e lasciti e destinando allo IOV la quota del 5 per mille dell’IRPEF, in occasione della dichiarazione dei redditi».